Quando a Salsomaggiore vivevano i rinoceronti: i fossili dello Stirone raccontano una Pianura Padana che non esiste più

Pensare a un rinoceronte che si muove nell’area di Salsomaggiore può sembrare l’inizio di un racconto fantastico.

E invece è storia naturale.

Molto prima delle terme, degli alberghi, delle strade e degli stessi insediamenti umani così come oggi li conosciamo, il territorio attraversato dallo Stirone era popolato da grandi mammiferi che associamo oggi ad ambienti completamente differenti.

Tra questi c’era un rinoceronte preistorico.

La prova è custodita al MuMAB – Museo Mare Antico e Biodiversità, al Podere Millepioppi di Salsomaggiore Terme: un cranio, una mandibola e alcune vertebre appartenenti a Stephanorhinus hundsheimensis, specie estinta vissuta durante il Pleistocene.

Non una ricostruzione immaginaria, dunque, ma reperti reali capaci di aprire una finestra su una Pianura Padana completamente diversa dalla nostra.

La scoperta nel 1973

La storia moderna del “rinoceronte dello Stirone” comincia nel 1973.

Fu allora che il professor Cigala Fulgosi dell’Università di Parma individuò i fossili in località Laurano, lungo il torrente Stirone. I resti appartenevano a un animale vissuto meno di un milione di anni fa e costituiscono una testimonianza particolarmente significativa della fauna che abitava il territorio padano durante il Pleistocene.

È difficile oggi osservare il paesaggio agricolo della provincia parmense e immaginarvi un rinoceronte.

Eppure gli ambienti erano profondamente differenti.

Lo Stephanorhinus hundsheimensis frequentava zone caratterizzate da foreste aperte, radure e praterie, muovendosi alla ricerca della vegetazione di cui si nutriva.

Tre metri di lunghezza e più di una tonnellata

Non era identico ai rinoceronti africani o asiatici che conosciamo oggi.

Secondo le informazioni scientifiche divulgate dal MuMAB, l’animale raggiungeva circa tre metri di lunghezza, un’altezza di circa un metro e mezzo al garrese e un peso stimato tra una e una tonnellata e mezzo.

Era un erbivoro piuttosto adattabile.

L’analisi dei denti suggerisce che potesse alimentarsi sia di erba sia di foglie, una caratteristica che gli consentiva di vivere in ambienti diversi.

Come negli attuali rinoceronti, anche le sue corna erano costituite da cheratina. Proprio per questo non si sono fossilizzate: ciò che rimane oggi sono principalmente ossa e denti.

Il torrente Stirone come libro della storia della Terra

Il rinoceronte non rappresenta però un reperto isolato.

Il territorio dello Stirone è noto proprio per la straordinaria quantità di testimonianze paleontologiche emerse grazie all’erosione provocata dal corso d’acqua.

Gli strati geologici affioranti consentono di leggere differenti epoche della storia naturale della Pianura Padana, comprese quelle in cui l’area era occupata dal mare.

Il MuMAB nasce proprio con questa doppia funzione: raccontare il Mare Padano antico attraverso la paleontologia e mostrare contemporaneamente la biodiversità che caratterizza oggi il territorio del Parco Regionale dello Stirone e Piacenziano. Il museo ha sede al Podere Millepioppi dal settembre 2020.

È difficile trovare un altro luogo nel territorio di Salsomaggiore dove il passaggio del tempo sia così evidente.

Il paesaggio che oggi vediamo è solo un fotogramma.

Prima c’è stato il mare. Poi ambienti terrestri completamente differenti. Sono cambiate le temperature, la vegetazione, gli animali e persino la forma stessa della pianura.

Una finestra sul Pleistocene

Al MuMAB il rinoceronte dello Stirone è oggi protagonista di uno specifico allestimento.

I fossili sono esposti davanti a un fondale realizzato dal paleoartista Emiliano Troco, concepito per ricostruire visivamente l’ambiente nel quale l’animale sarebbe vissuto.

Il risultato consente di superare la semplice esposizione museale.

Davanti a quelle ossa, il visitatore può provare a ricostruire mentalmente un paesaggio lontanissimo: vegetazione, radure, grandi mammiferi e corsi d’acqua in un territorio che ancora non aveva nulla dell’Emilia che conosciamo oggi.

Secondo il MuMAB, la specie si estinse all’incirca 600 mila anni fa, probabilmente in relazione ai grandi cambiamenti climatici e ambientali che trasformarono gli habitat europei.

Un patrimonio scientifico che può diventare identità territoriale

La storia del rinoceronte dello Stirone ha anche un enorme potenziale dal punto di vista della divulgazione.

Salsomaggiore viene identificata soprattutto con il patrimonio termale, con il Liberty, con le Terme Berzieri e con la grande stagione turistica del Novecento.

Ma il territorio possiede una storia immensamente più antica.

Milioni di anni prima dell’arrivo dell’uomo, queste terre erano sommerse dal mare. Centinaia di migliaia di anni fa vi si muovevano grandi mammiferi.

Raccontare tutto questo significa ampliare l’identità stessa della destinazione.

Una famiglia che visita il MuMAB non incontra soltanto reperti scientifici: scopre che il paesaggio intorno a Salsomaggiore è una specie di archivio naturale, nel quale ogni strato può raccontare un’epoca diversa.

Ed è probabilmente questa una delle caratteristiche più affascinanti del territorio.

Dal passato al presente

La presenza del rinoceronte preistorico permette inoltre di affrontare un altro tema: quello dell’evoluzione e della fragilità delle specie.

Il MuMAB utilizza il reperto per raccontare non soltanto ciò che è scomparso, ma anche il rapporto tra trasformazione climatica, habitat ed estinzioni. antico.

Diventa una testimonianza del fatto che gli ambienti cambiano, le specie si adattano oppure scompaiono e il paesaggio che consideriamo stabile è, in realtà, il risultato temporaneo di trasformazioni continue.

La prossima volta che si percorrono le strade intorno allo Stirone, dunque, vale la pena immaginare per qualche secondo uno scenario completamente diverso.

Niente automobili. Niente case. Niente campi come li vediamo oggi.

Solo un grande ambiente naturale attraversato da animali ormai scomparsi.

E tra loro, incredibilmente, anche un rinoceronte.

A pochi chilometri dal centro di Salsomaggiore.