Il 17 e 18 ottobre l’iniziativa “Distilleria in Castello” unisce la visita al maniero quattrocentesco alla scoperta delle Distillerie Faled. Un’esperienza che racconta il rapporto tra patrimonio monumentale, cultura produttiva e identità della Bassa parmense.
Ci sono luoghi nei quali la storia non appartiene soltanto ai libri, ma continua a vivere attraverso edifici, attività produttive e persone che hanno contribuito a conservarne il valore.
Il Castello di Roccabianca è uno di questi. Nel cuore della Bassa parmense, il maniero quattrocentesco rappresenta una delle testimonianze più affascinanti di un territorio dove l’architettura, le vicende delle grandi famiglie nobiliari e le tradizioni artigianali si intrecciano da secoli.
Nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, il castello è protagonista dell’iniziativa “Distilleria in Castello”, un percorso di visite guidate che unisce la scoperta della storica residenza alla conoscenza delle Distillerie Faled.
Non si tratta semplicemente di due attrazioni accostate per ragioni turistiche. Il rapporto tra il maniero e l’attività produttiva costituisce infatti una parte significativa della storia più recente dell’edificio.
Dal Rinascimento alla storia imprenditoriale del Novecento
Le origini del Castello di Roccabianca risalgono al XV secolo e sono legate alla figura di Pier Maria Rossi, uno dei protagonisti della storia feudale parmense.
La fortezza appartiene a quel sistema di residenze e fortificazioni che ancora oggi caratterizza il territorio dei Castelli del Ducato.
Accanto alle funzioni difensive, questi edifici rappresentavano simboli di prestigio e autorità, oltre che luoghi nei quali trovavano espressione i linguaggi artistici e culturali delle corti rinascimentali.
Con il passare dei secoli, le trasformazioni politiche e sociali modificarono profondamente la funzione originaria del castello.
Un capitolo particolarmente importante si aprì alla fine degli anni Sessanta, quando il maniero venne acquistato dall’imprenditore Mario Scaltriti, proprietario delle Distillerie Faled.
Gli spazi della struttura furono utilizzati anche per l’invecchiamento dei distillati, dando origine a un rapporto insolito ma significativo tra un bene monumentale e un’attività industriale legata alle tradizioni enogastronomiche del territorio.
Successivamente l’edificio fu oggetto di interventi di recupero e valorizzazione che ne consentirono l’apertura al pubblico.
La distillazione come patrimonio di conoscenze
Il programma di “Distilleria in Castello” permette di conoscere da vicino la lavorazione delle vinacce attraverso la visita agli impianti delle Distillerie Faled.
Fondata nel 1945, l’azienda è una testimonianza della lunga tradizione produttiva che caratterizza la Bassa parmense.
La distillazione è un processo che richiede competenza tecnica, conoscenza delle materie prime e capacità di controllare una successione di trasformazioni fisiche e chimiche.
Ma è anche una pratica che appartiene alla storia delle campagne e dell’economia rurale.
Per generazioni, le attività legate alla trasformazione dei prodotti agricoli hanno costituito un’importante fonte di reddito, favorendo la nascita di imprese familiari e conoscenze professionali tramandate nel tempo.
Il valore dell’iniziativa risiede anche nella possibilità di rendere visibile al pubblico questo patrimonio di competenze, spesso meno conosciuto rispetto ai prodotti finali.
Un turismo che racconta l’identità autentica dei luoghi
Le visite esperienziali rappresentano una delle forme più interessanti di promozione turistica.
Il visitatore contemporaneo non cerca esclusivamente monumenti da fotografare. Desidera comprendere come un territorio si sia formato, quali persone ne abbiano segnato la storia e quali attività continuino a caratterizzarne la vita quotidiana.
In questo senso, la proposta di Roccabianca possiede una particolare efficacia.
Da una parte il castello, simbolo della storia aristocratica e militare; dall’altra la distilleria, espressione della cultura del lavoro e della trasformazione economica.
Due epoche apparentemente lontane che, attraverso la narrazione, diventano parte di un’unica identità territoriale.
Per la provincia di Parma, una simile valorizzazione può rappresentare un’opportunità di rafforzamento del turismo diffuso, collegando castelli, borghi, musei e imprese in percorsi capaci di attrarre visitatori anche oltre i periodi di maggiore affluenza.
La cultura come investimento sul territorio
La salvaguardia dei beni storici non può essere considerata soltanto una questione di conservazione architettonica.
Un edificio restaurato e aperto alla comunità può diventare un luogo di aggregazione, conoscenza e promozione economica.
Il Castello di Roccabianca offre un esempio concreto di questa possibilità: la memoria del passato viene messa in relazione con un’attività produttiva reale, creando un’esperienza educativa e turistica.
Il programma del 18 ottobre prevede visite guidate alle 10.30, alle 15 e alle 16.30, con prenotazione obbligatoria. Sono disponibili anche formule dedicate alla sola distilleria.
La manifestazione si svolge anche in caso di maltempo.
L’iniziativa ricorda una verità fondamentale: la ricchezza di un territorio non dipende esclusivamente da ciò che produce oggi, ma anche dalla capacità di custodire e raccontare ciò che ha costruito nel corso dei secoli.
E quando un castello torna a essere parte attiva della vita economica e culturale di una comunità, la storia smette di essere soltanto memoria e diventa una risorsa per il futuro.
