BORGOTARO E LA LEZIONE DEL PORCINO: QUANDO UN PRODOTTO DIVENTA IDENTITÀ TURISTICA

La Fiera del Fungo di Borgotaro si è svolta il 19-20 e 26-27 settembre. Il suo successo offre uno spunto interessante anche per Salso: le destinazioni più riconoscibili sono spesso quelle capaci di trasformare un elemento locale in un racconto collettivo

La Fiera del Fungo di Borgotaro 2026 si è appena conclusa dopo due fine settimana, il 19-20 e il 26-27 settembre, nel centro di Borgo Val di Taro. L’appuntamento compare anche nel calendario ufficiale di Emilia-Romagna Turismo fra gli eventi principali di settembre. Emilia Romagna Turismo

A prima vista potrebbe sembrare semplicemente una grande manifestazione enogastronomica.

In realtà c’è qualcosa di più interessante.

Borgotaro è riuscita negli anni a creare un’associazione immediata tra il proprio nome e un prodotto: il fungo porcino.

Ed è esattamente questa capacità di essere ricordati che rappresenta uno dei beni più preziosi nel turismo.

Ogni città possiede monumenti, piatti, personaggi e tradizioni. Poche riescono però a scegliere un elemento e trasformarlo in un’immagine sufficientemente forte da diventare quasi sinonimo del luogo.

Il visitatore non deve necessariamente conoscere la storia completa della Valtaro. Gli basta sentire “Borgotaro” perché nella mente si attivi un’associazione.

Il fungo.

Da quella parola nasce poi tutto il resto: ristorazione, prodotti da acquistare, escursioni nei boschi, mercato, pernottamenti, fotografie, storytelling e calendario degli eventi.

È la dimostrazione pratica di come un prodotto locale possa funzionare da porta d’ingresso verso un territorio intero.

Perché il visitatore che arriva per il porcino non consuma soltanto funghi.

Beve un caffè. Parcheggia. Pranza. Compra altri prodotti. Entra in un negozio. Magari dorme in zona. E soprattutto scopre un luogo nel quale, senza quella motivazione iniziale, forse non sarebbe mai arrivato.

La domanda che la vicina esperienza di Borgotaro pone a Salsomaggiore è quindi semplice: qual è oggi l’elemento capace di svolgere la stessa funzione?

Storicamente la risposta sarebbe immediata: le terme.

Ma la Salso del futuro potrebbe essere raccontata attraverso un insieme più ampio di simboli: Liberty, benessere, cultura, eventi, acqua e sale, eleganza, musica, arte, enogastronomia.

Il rischio, tuttavia, è volere raccontare troppe cose contemporaneamente.

Un’identità turistica funziona quando è semplice da capire dall’esterno.

Questo non significa ridurre una città a uno slogan. Significa trovare una porta di accesso al suo racconto.

Il porcino non esaurisce Borgotaro.

La rende riconoscibile.

Ed è forse questo l’insegnamento più importante.

Anche la continuità conta. Una manifestazione diventa patrimonio del territorio quando il pubblico sa che tornerà, quando operatori e commercianti possono programmarla e quando l’immagine dell’evento cresce anno dopo anno.

Il turismo non vive soltanto di novità.

Vive anche di appuntamenti che diventano tradizione.

Salsomaggiore ha spazi, storia e infrastrutture capaci di ospitare manifestazioni importanti. La sfida può essere identificare alcuni appuntamenti forti, farli crescere e permettere loro di diventare inseparabili dal nome della città.

Borgotaro insegna che a volte non è necessario inventare qualcosa di completamente nuovo.

Bisogna capire ciò che il territorio possiede già, dargli un’identità e raccontarlo abbastanza bene da convincere qualcuno a mettersi in macchina e venire a vederlo.