Da Romagnosi ad Almirante, fino a Nicola Berti: i salsesi che hanno fatto parlare l’Italia

Un grande giurista e filosofo del Settecento, uno dei protagonisti più discussi della politica italiana del Novecento e un centrocampista diventato simbolo dell’Inter. Tre epoche, tre mondi completamente diversi e un particolare che li unisce: Salsomaggiore.

Quando si pensa ai personaggi che hanno segnato la storia italiana, difficilmente si immagina che una città delle dimensioni di Salsomaggiore possa aver dato i natali, a distanza di secoli, a personalità tanto differenti tra loro. Eppure è così.

Salso non è stata soltanto la città delle terme, del Berzieri, dei grandi alberghi e delle stagioni mondane. È stata anche il luogo di nascita di uomini che, per ragioni diversissime, sono entrati nella storia nazionale.

Il primo appartiene addirittura al Settecento e il suo nome è presente ancora oggi nella vita quotidiana della città: Gian Domenico Romagnosi. Il secondo è una delle figure politiche più conosciute e controverse della Prima Repubblica: Giorgio Almirante. Il terzo ha fatto sognare un’intera generazione di appassionati di calcio indossando la maglia dell’Inter e quella della Nazionale: Nicola Berti.

Tre nomi che raccontano anche tre Salsomaggiore completamente diverse.

Gian Domenico Romagnosi, il salsese che entrò nella storia del pensiero italiano

Bisogna tornare all’11 dicembre 1761. Salsomaggiore era lontanissima dalla città termale che sarebbe diventata nell’Ottocento e nel Novecento. Proprio qui nacque Gian Domenico Romagnosi, figlio del notaio Bernardino Romagnosi e di Marianna Trompelli. Treccani lo indica come uno dei maggiori intellettuali italiani del suo tempo, giurista, filosofo e studioso dell’economia e della società.

È difficile rendersi conto oggi della dimensione culturale raggiunta da quel ragazzo nato nella Salso del Settecento.

Romagnosi studiò giurisprudenza a Parma, esercitò inizialmente la professione notarile e successivamente intraprese una carriera che lo portò a Trento, Parma, Pavia e Milano. Fu docente universitario e affrontò temi che sarebbero diventati centrali nello sviluppo del diritto moderno, della politica e dell’economia.

La sua “Genesi del diritto penale”, pubblicata nel 1791, viene indicata da Treccani tra le opere che contribuirono a collocarlo fra i fondatori del moderno pensiero penalistico. Fu inoltre sostenitore dell’idea dell’unità italiana in un periodo nel quale l’Italia, come Stato, ancora non esisteva.

Pensare che tutto cominci da Salsomaggiore fa un certo effetto.

Quando Romagnosi nasce, la città non possiede ancora i grandi stabilimenti termali, non esiste il Berzieri e non esiste quella Salso elegante che sarebbe apparsa nelle cartoline del secolo successivo. Eppure da questo territorio partì un uomo destinato a confrontarsi con alcuni dei grandi problemi intellettuali dell’Europa del suo tempo.

Non è quindi casuale che il suo nome sia rimasto così profondamente legato alla città.

Giorgio Almirante: una nascita salsese quasi per caso, poi una vita al centro della politica

Più di un secolo e mezzo dopo, il 27 giugno 1914, a Salsomaggiore nacque un altro personaggio destinato ad avere una notorietà nazionale enorme: Giorgio Almirante.

La sua nascita a Salso ha però una storia particolare.

La famiglia era profondamente legata al mondo dello spettacolo. Il padre Mario lavorava nel teatro e successivamente nel cinema, mentre diversi componenti della famiglia erano attori. Secondo il Dizionario Biografico Treccani, Giorgio Almirante nacque proprio a Salsomaggiore durante uno dei numerosi spostamenti della famiglia dovuti agli impegni teatrali.

È un dettaglio affascinante perché ci restituisce indirettamente anche l’immagine della Salsomaggiore dell’epoca: una località nella quale il mondo dello spettacolo e quello della villeggiatura si incrociavano continuamente.

La successiva storia politica di Almirante è invece molto più complessa e appartiene pienamente alle grandi divisioni del Novecento italiano. Durante la Repubblica Sociale Italiana ricoprì un incarico al Ministero della Cultura Popolare; nel dopoguerra fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, diventandone segretario prima tra il 1947 e il 1950 e successivamente, per un lungo periodo, dal 1969 al 1987. Fu eletto deputato per la prima volta nel 1948 e rimase una delle figure più riconoscibili della destra italiana del secondo dopoguerra.

È quindi un personaggio che suscita ancora oggi giudizi politici profondamente differenti. Ma dal punto di vista storico un dato rimane: uno dei protagonisti più conosciuti della politica italiana del Novecento nacque proprio a Salsomaggiore.

E molti salsesi, soprattutto tra i più giovani, probabilmente non lo sanno.

Poi arriva Nicola Berti: da Salso a San Siro

Se Romagnosi appartiene ai libri di storia e Almirante alla politica della Prima Repubblica, con Nicola Berti entriamo in un terreno completamente diverso: quello del calcio.

Berti nasce a Salsomaggiore il 14 aprile 1967. Dopo gli inizi nel Parma e il passaggio alla Fiorentina, nel 1988 arriva all’Inter. Da quel momento il suo nome diventa inseparabile, per una generazione di tifosi, dalla maglia nerazzurra. L’archivio ufficiale dell’Inter gli attribuisce 311 presenze e 41 reti complessive con il club.

Era un centrocampista diverso da molti altri. Corsa, inserimenti, fisicità e una capacità quasi istintiva di trascinare il pubblico. In campo sembrava non fermarsi mai.

Con l’Inter conquistò lo storico scudetto 1988-89, la Supercoppa italiana e due Coppe UEFA, nel 1991 e nel 1994. Con la Nazionale italiana disputò inoltre due Mondiali, collezionando complessivamente 39 presenze e tre reti in azzurro.

Per comprendere cosa abbia rappresentato Berti per l’Inter basta pensare che, ancora oggi, il club lo celebra come uno dei giocatori simbolo di quella stagione della propria storia.

E anche in questo caso tutto parte da Salsomaggiore.

Da una città termale della provincia di Parma fino a San Siro, alle coppe europee e alla maglia della Nazionale.

Tre uomini che non potrebbero essere più diversi

È proprio questo a rendere curiosa la storia.

Romagnosi, Almirante e Berti non hanno praticamente nulla in comune dal punto di vista della loro attività.

Uno ragionava di diritto, società e organizzazione dello Stato tra Settecento e Ottocento. Uno avrebbe attraversato le grandi lacerazioni ideologiche e politiche del Novecento italiano. Uno avrebbe corso sui campi di calcio davanti a decine di migliaia di persone.

Eppure sui loro documenti di nascita compare lo stesso luogo.

Salsomaggiore.

Una città che siamo abituati a raccontare attraverso le sue acque, i suoi monumenti e i grandi personaggi che vi soggiornarono, ma che possiede anche una storia fatta di persone nate qui e poi diventate conosciute in tutta Italia.

E probabilmente l’elenco non finisce qui

Questi tre nomi rappresentano soltanto il punto di partenza.

La storia salsese attraversa cultura, spettacolo, sport, imprenditoria, medicina, politica e arte. Ci sono personaggi che hanno raggiunto una notorietà nazionale e altri che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita della città ma che, con il passare delle generazioni, rischiano di essere dimenticati.

Ed è proprio qui che la memoria dei salsesi può diventare preziosa.

Perché gli archivi raccontano una parte della storia, ma nelle famiglie rimangono fotografie, lettere, aneddoti e ricordi che spesso non sono mai stati pubblicati.