LITIGAVANO, ERANO DIVERSISSIMI, MA INSIEME CAMBIARONO SALSOMAGGIORE

Berzieri, Valentini e Dalla Rosa sono ricordati come i padri dello sviluppo termale della città. Ma c’è un particolare sorprendentemente moderno: erano divisi da forti contrasti.

C’è un monumento a Salsomaggiore che racconta una storia molto più interessante di quanto potrebbe sembrare osservandolo distrattamente.

Si trova in piazza Vitale Zancarini, accanto a piazza Libertà.

È il Monumento ai Fondatori dei Bagni, dedicato a Lorenzo Berzieri, Giovanni Valentini e Guido Dalla Rosa.

Tre uomini.

Tre personalità.

Tre storie profondamente diverse.

E soprattutto, a quanto documenta il sito turistico ufficiale della città, tre personaggi che in vita furono divisi da forti contrasti, differenti per carattere, cultura ed estrazione sociale. 

Eppure furono proprio loro, ciascuno a proprio modo, a contribuire alla nascita della grande Salsomaggiore termale.

Lorenzo Berzieri: l’intuizione

Il primo tassello porta al medico Lorenzo Berzieri.

Nel 1839 utilizzò l’acqua salsoiodica di Salsomaggiore a scopo terapeutico sulla giovane Franchina Ceriati.

Quell’esperienza aprì la strada allo studio medico delle acque locali e alla successiva storia termale della città. 

Giovanni Valentini: trasformare una scoperta in un progetto

Poi arrivò Giovanni Valentini.

Medico salsese e successivamente sindaco, proseguì studi e ricerche sulle acque e sostenne lo sviluppo della stazione termale.

Il suo ruolo fu quello di trasformare progressivamente un’intuizione terapeutica in qualcosa di più strutturato.

Guido Dalla Rosa: vedere una città dove gli altri vedevano acqua

Infine Guido Dalla Rosa, docente e imprenditore.

Vide nella risorsa salsese prospettive economiche e di sviluppo molto più ampie.

Ottenne la concessione per lo sfruttamento delle saline, promosse nuovi pozzi, ampliamenti e nuove strutture. 

Tre modi differenti di guardare la stessa città: medicina, amministrazione e impresa.

Ma non erano una squadra perfetta

Ed è qui che questa vicenda diventa straordinariamente contemporanea.

La storia non racconta un gruppo di amici perfettamente concordi seduti attorno allo stesso tavolo.

Al contrario.

Il portale ufficiale di Salsomaggiore ricorda esplicitamente i loro contrasti.

Eppure la combinazione delle loro diverse visioni contribuì alle fortune della stazione termale. 

Il monumento realizzato dallo scultore parmigiano Enrico Carlini venne inaugurato nel 1894.

Sulla sommità della colonna svetta un’aquila di bronzo; sulle facce del basamento compaiono invece i tre medaglioni con i protagonisti.

FORSE È QUESTA LA VERA LEZIONE DEL MONUMENTO

Un luogo pubblico può essere guardato oppure letto.

Se lo leggiamo, il monumento racconta qualcosa che vale ancora oggi.

Una città non cresce necessariamente quando tutti hanno le stesse idee.

Può crescere quando competenze, caratteri e interessi differenti riescono — anche tra contrasti — a produrre qualcosa di più grande.

Berzieri, Valentini e Dalla Rosa probabilmente non avrebbero utilizzato parole come “team”, “network” o “visione condivisa”.

Ma il risultato del loro lavoro è ancora davanti ai nostri occhi.