Rimini chiama i talenti: quando una città decide di competere anche per giovani e competenze

Non basta attirare turisti. La nuova sfida delle città è convincere le persone a restare, lavorare, studiare e costruire il proprio futuro sul territorio. Rimini prova a farlo con Rimini4Talent. E il modello pone una domanda interessante anche a realtà come Salsomaggiore.

C’è un tipo di turismo che dura qualche giorno e un’altra forma di attrattività, molto più difficile da costruire, capace invece di convincere una persona a scegliere una città come luogo della propria vita. Rimini sembra avere deciso di lavorare anche su questo secondo fronte.

Dal 25 settembre è infatti operativo lo Sportello Talenti di Rimini4Talent, servizio gratuito del Comune rivolto a studenti, giovani professionisti, lavoratori qualificati e persone che stanno pensando di trasferirsi nella città romagnola. Non soltanto un ufficio informazioni, ma un punto di orientamento che prova ad affrontare alcuni degli ostacoli concreti che incontra chi arriva in un territorio nuovo: casa, trasporti, formazione, lavoro, corsi di italiano e integrazione della famiglia. Comune di Rimini

Il primo appuntamento è già fissato per il 3 ottobre e coinvolgerà studenti e residenti internazionali con un’iniziativa in lingua inglese al Fellini Museum. L’aspetto più interessante del progetto è però la filosofia che lo accompagna: considerare il capitale umano una vera infrastruttura cittadina.

Per molti anni le località turistiche italiane hanno misurato la propria capacità di attrazione quasi esclusivamente attraverso presenze alberghiere, pernottamenti, ristorazione ed eventi. Oggi questo parametro appare insufficiente. Una città competitiva deve riuscire anche ad attirare laureati, professionisti, imprenditori, creativi, famiglie e studenti.

Rimini, in questo senso, sta cercando di trasformare la propria notorietà turistica in qualcosa di più ampio: una città nella quale non soltanto trascorrere una vacanza, ma nella quale potrebbe essere conveniente vivere.

Ed è qui che il tema diventa interessante anche fuori dalla Romagna.

Salsomaggiore Terme, ad esempio, possiede alcune caratteristiche che potrebbero consentirle di interrogarsi sulla medesima questione: dimensione urbana relativamente contenuta, qualità ambientale, patrimonio architettonico, posizione strategica rispetto a Parma e Milano, disponibilità immobiliare e una storia legata al benessere.

La domanda non è dunque copiare Rimini. È chiedersi quale possa essere il modello di attrattività di una città come Salso nei prossimi dieci anni.

Perché il futuro di molte città italiane potrebbe dipendere meno dal numero di persone che riescono a portare in piazza per una sera e molto di più dal numero di persone che riescono a convincere a rimanere.