1944: A SALSOMAGGIORE C’ERA IL QUARTIER GENERALE DI UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI STRUTTURE DELLA LUFTWAFFE IN ITALIA

Una pagina della storia locale poco conosciuta porta direttamente alla strategia militare tedesca nell’Italia occupata. Nel 1944 il comando della Luftflotte 2 ebbe sede a Salsomaggiore e da qui venne pianificata l’operazione Wallenstein contro le formazioni partigiane dell’Appennino.

Salsomaggiore, primavera-estate del 1944.

Mentre la guerra attraversava l’Italia e il fronte risaliva lentamente la penisola, quella che era stata una delle più eleganti città termali italiane si trovò improvvisamente inserita in una gigantesca macchina militare.

Non come semplice luogo di passaggio.

Come sede di un comando tedesco di enorme importanza.

La Luftflotte 2 a Salsomaggiore

La documentazione storica tedesca conservata e pubblicata dal Bundesarchiv registra il comando della Luftflotte 2 a Salsomaggiore nel corso del 1944, prima del successivo trasferimento a Malcesine. 

La Luftflotte 2 era una grande struttura di comando della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca.

Ma c’è un collegamento ancora più impressionante con la storia della Resistenza nell’Appennino.

Da Salso venne pianificata Wallenstein

Il progetto storico-documentario NS-Täter in Italien, che utilizza anche fonti del Bundesarchiv, ricostruisce le grandi operazioni tedesche denominate Wallenstein.

Dopo la caduta di Roma nel giugno 1944, per i tedeschi divenne fondamentale mantenere sotto controllo i collegamenti dell’Appennino e contrastare l’attività delle formazioni partigiane.

Secondo la documentazione del progetto, l’operazione venne pianificata dal comando della Luftflotte 2 guidata dal feldmaresciallo Wolfram von Richthofen, il cui quartier generale si trovava a Salsomaggiore. 

La direzione operativa fu affidata al generale Walter von Hippel.

E c’è una peculiarità: la responsabilità complessiva dell’operazione non ricadde, come in altre azioni antipartigiane, sui comandi delle SS e della polizia, bensì sulla Luftwaffe. 

Perché proprio Salsomaggiore?

La domanda è inevitabile.

Una città con grandi alberghi, edifici di rappresentanza, collegamenti ferroviari e una posizione relativamente vicina all’Appennino poteva offrire caratteristiche particolarmente utili per ospitare strutture di comando.

Ma qui è importante distinguere tra ciò che è documentato e ciò che deve ancora essere ricostruito.

È documentata la presenza del quartier generale della Luftflotte 2 a Salsomaggiore.

Molto più interessante sarebbe ora stabilire, attraverso archivi e documenti locali, quali edifici della città furono utilizzati materialmente dal comando, quali ufficiali vi soggiornarono e come quella presenza influenzò la vita quotidiana dei salsesi.

Questa potrebbe diventare una vera inchiesta storica di SalsoNews.

Una città dentro la grande storia

Salsomaggiore avrebbe poi pagato il proprio prezzo alla guerra e alla lotta di Liberazione.

La città è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici della popolazione e per l’attività svolta nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. 

Ed è proprio questo contrasto a rendere il 1944 salsese straordinariamente interessante.

Da una parte una città attraversata dall’occupazione e dalla presenza di un importante comando tedesco.

Dall’altra un territorio coinvolto nella Resistenza e nella Liberazione.

Due storie che si incrociano negli stessi mesi e negli stessi luoghi.