La Regione utilizza le misure compensative previste dalla normativa nazionale. Il divieto avrebbe riguardato circa 90mila mezzi nei nove capoluoghi emiliano-romagnoli sopra i 100mila abitanti, fra cui Parma.
Il 1° ottobre era diventato una data particolarmente attesa da migliaia di automobilisti emiliano-romagnoli. Il previsto blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, però, non entra in vigore nella forma inizialmente prevista.

La Regione Emilia-Romagna ha infatti deciso di utilizzare la possibilità prevista dalla legislazione nazionale di sostituire la limitazione con misure compensative finalizzate alla riduzione delle emissioni.
La questione interessa direttamente soprattutto i nove Comuni della regione con più di 100mila abitanti: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. Secondo la Regione, il provvedimento originario avrebbe coinvolto complessivamente circa 90mila veicoli diesel Euro 5. Ambiente Emilia-Romagna
Salsomaggiore non rientra quindi tra i nove Comuni ai quali era destinata quella specifica limitazione strutturale.
Perché allora la notizia interessa anche i salsesi?
Perché Parma è uno dei principali poli di mobilità della provincia. Lavoratori, professionisti, studenti, famiglie e cittadini di Salso vi si recano quotidianamente per motivi diversi. Una limitazione alla circolazione nel capoluogo avrebbe quindi potuto avere conseguenze pratiche anche per molti automobilisti residenti fuori città.
La normativa regionale prevedeva per i diesel Euro 5 la limitazione dal 1° ottobre al 31 marzo, nei giorni feriali, dalle 8.30 alle 18.30, nei centri urbani interessati. Demetra
La Regione ha però adottato un pacchetto alternativo.
Fra le misure indicate compare lo slittamento al 1° novembre 2026 dell’accensione ordinaria degli impianti termici civili nelle aree regionali interessate, con le eccezioni previste dalla normativa per strutture come ospedali, case di cura e scuole. È inoltre previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, eventualmente abbinate al fotovoltaico. BURERT
Attenzione però a non trasformare la sospensione degli Euro 5 nel messaggio semplicistico “da oggi non esistono più limitazioni”.
Il PAIR 2030, il Piano Aria Integrato Regionale, continua infatti a prevedere diverse misure strutturali ed emergenziali per la qualità dell’aria nei territori ai quali si applicano. Le regole possono cambiare in base al Comune, alla classificazione territoriale, al tipo di veicolo e alle eventuali condizioni emergenziali.
Per gli automobilisti la raccomandazione è quindi verificare sempre le disposizioni del Comune nel quale si intende circolare, soprattutto quando ci si dirige verso Parma o altri grandi centri della regione.
La vicenda Euro 5 apre comunque una questione più ampia.
La Pianura Padana rimane uno dei territori europei più complessi dal punto di vista della qualità dell’aria. La conformazione geografica, la densità abitativa, le attività produttive, il riscaldamento domestico e la mobilità concorrono alla concentrazione degli inquinanti.
La sfida, quindi, non scompare insieme al blocco.
Cambia lo strumento con cui la Regione intende affrontarla.
Per i cittadini di Salsomaggiore la notizia principale è però chiara: non scatta il blocco strutturale dei diesel Euro 5 previsto dal 1° ottobre nei grandi Comuni, compresa Parma.
Una precisazione che può evitare molta confusione proprio nel giorno in cui sarebbe dovuta entrare in vigore una delle misure più discusse degli ultimi mesi.
