Beppe Carletti e Yuri Cilloni insieme a Marco Caronna per “Musicanti – di storie e di canzoni”. Appuntamento il 25 settembre alle 21.15 al Palazzo dei Congressi.
SALSOMAGGIORE TERME – Non sarà semplicemente un concerto. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’appuntamento che venerdì 25 settembre alle 21.15 porterà nella Sala Cariatidi del Palazzo dei Congressi una delle storie più lunghe e riconoscibili della musica italiana.
Il gran finale di Ritmo d’Estate 2026 sarà affidato a “Musicanti – di storie e di canzoni”, spettacolo costruito intorno alla storia dei Nomadi attraverso musica, parole, incontri e ricordi.
Sul palco saranno presenti Beppe Carletti, fondatore e storico tastierista della band, Yuri Cilloni, attuale voce dei Nomadi, e Marco Caronna. La sede scelta è una delle più suggestive della città: la Sala Cariatidi del Palazzo dei Congressi.
Per Salsomaggiore è un appuntamento che unisce spettacolo e memoria.
I Nomadi nascono nei primi anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia attorno all’incontro tra Beppe Carletti e Augusto Daolio. L’esordio ufficiale risale al 1963. Da allora il gruppo ha attraversato generazioni, cambiamenti di formazione e trasformazioni profonde dell’industria discografica italiana senza interrompere il proprio rapporto con il pubblico.
Dentro quella storia ci sono brani diventati parte della memoria collettiva.
Nel 1966 nasce il sodalizio con Francesco Guccini, dal quale arrivano canzoni destinate a segnare un’epoca, mentre nel 1972 “Io vagabondo” diventa uno dei brani simbolo dei Nomadi e una delle canzoni più riconoscibili del repertorio popolare italiano.
Ma il valore dello spettacolo previsto a Salsomaggiore sta probabilmente proprio nella scelta di non costruire una normale scaletta da concerto.
“Musicanti” vuole raccontare ciò che esiste intorno alle canzoni: gli incontri, le persone, le epoche attraversate, il rapporto con il pubblico e quella particolare capacità dei Nomadi di creare nel tempo una vera comunità intergenerazionale.
Beppe Carletti rappresenta la continuità di questa storia.
Nel 2026 ha raggiunto gli 80 anni, continuando a essere il punto di riferimento della band. In un’intervista rilasciata ad ANSA nell’agosto scorso ha ricordato come il gruppo, dopo oltre sessant’anni, continui a vivere soprattutto attraverso il rapporto diretto con il pubblico e l’attività dal vivo.
Ed è difficile immaginare un luogo più particolare della Sala Cariatidi per una serata costruita sul dialogo tra memoria e musica.
Il Palazzo dei Congressi rappresenta infatti un’altra faccia di Salsomaggiore: quella degli edifici capaci di trasformarsi in contenitori culturali. Non soltanto sale per convegni, ma spazi in cui spettacolo, architettura e storia della città possono incontrarsi.
La scelta di portarvi il gran finale di Ritmo d’Estate conferma inoltre una tendenza interessante: allungare il calendario culturale oltre il cuore della stagione estiva.
Il 25 settembre non è più agosto. Le vacanze sono finite per gran parte degli italiani e molte località turistiche iniziano a ridurre la programmazione.
Salsomaggiore, invece, porta uno degli appuntamenti musicali più significativi della propria stagione proprio alla fine di settembre.
È un segnale che merita attenzione perché la vera sfida delle città turistiche non consiste soltanto nell’organizzare eventi, ma nel riuscire ad ampliare progressivamente il periodo nel quale esistono motivi concreti per arrivare, restare e vivere la città.
Venerdì sera ci saranno le canzoni, naturalmente. Ma ci saranno soprattutto oltre sessant’anni di storia italiana raccontati attraverso chi quella storia l’ha vissuta.
E quando musica e memoria riescono a incontrarsi in un luogo come la Sala Cariatidi, lo spettacolo può diventare qualcosa di più di una semplice serata in calendario.
Può diventare un pezzo della storia culturale della città.
