L’11 e 12 settembre il Palazzo dei Congressi ospiterà il XVI Convegno di Traumatologia Clinica e Forense e il XXIII Corso di Ortopedia, Traumatologia e Medicina Legale. Al centro dell’incontro chirurgia, riabilitazione, complicanze, danno alla persona e risarcimento.
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Quando un intervento non produce il risultato sperato, la domanda sorge quasi inevitabilmente: si è verificata una complicanza non evitabile oppure è stato commesso un errore?
Non sempre la risposta è immediata. È proprio lungo questo delicato confine, nel quale medicina e diritto devono imparare a dialogare, che si muoverà il XVI Convegno di Traumatologia Clinica e Forense, affiancato dal XXIII Corso di Ortopedia, Traumatologia e Medicina Legale.
L’appuntamento è fissato per venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026 al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme. La manifestazione, presieduta dai professori F.M. Donelli e M. Gabbrielli, porterà in città medici, chirurghi, fisioterapisti, infermieri, tecnici sanitari, medici legali e avvocati.
Non sarà dunque soltanto un congresso medico. Sarà un confronto interdisciplinare sulle innovazioni che stanno trasformando le cure e sulle conseguenze giuridiche che possono derivare da un trattamento sanitario.
Dalla diagnosi al possibile contenzioso
Il titolo scientifico scelto per questa edizione mette subito a fuoco l’ampiezza del programma: “Innovazioni terapeutiche e tecniche chirurgiche e riabilitative della colonna e dell’arto superiore. Implicazioni cliniche, occupazionali e medico-legali: dalla diagnosi al contenzioso. Valutazione medico-legale ai fini del risarcimento”.
Il percorso partirà quindi dalla fase clinica, attraverserà la chirurgia e la riabilitazione e arriverà fino alla valutazione delle eventuali conseguenze permanenti.
Fra gli argomenti annunciati figurano gli approcci chirurgici nei traumi e negli interventi programmati, le complicanze postoperatorie, le infezioni, le terapie contro il dolore, la telemedicina, le tecnologie protesiche e le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Particolare attenzione sarà riservata alla colonna vertebrale e all’arto superiore: distretti anatomici nei quali una lesione può incidere profondamente sull’autonomia personale e sulla capacità lavorativa.
Un risultato negativo non significa automaticamente errore
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che una cura non riuscita o un intervento seguito da una complicanza non dimostrano, da soli, la responsabilità del medico.
La medicina opera su organismi complessi e non può garantire matematicamente un risultato. Anche una procedura eseguita correttamente può comportare rischi conosciuti oppure produrre un esito diverso da quello atteso.
Per stabilire se vi sia stata una responsabilità occorre ricostruire il percorso sanitario nel suo insieme: condizioni iniziali del paziente, diagnosi, scelta terapeutica, informazioni fornite, modalità di esecuzione dell’intervento, assistenza successiva e gestione di eventuali complicanze.
La domanda decisiva non è semplicemente «il paziente ha subito un danno?», ma se quel danno sia collegato a una condotta non conforme alle conoscenze scientifiche e alle buone pratiche applicabili nel caso concreto.
Il ruolo del consenso informato
Nel rapporto fra medico e paziente assume un peso centrale anche il consenso informato.
Firmare un modulo non dovrebbe ridursi a un atto burocratico. Il paziente deve ricevere informazioni comprensibili sulla propria condizione, sulle caratteristiche del trattamento proposto, sulle alternative ragionevoli e sui rischi prevedibili.
Solo così può partecipare consapevolmente alla decisione.
Durante il convegno verrà affrontato il tema del consenso specifico, particolarmente rilevante quando si ricorre a tecniche nuove, dispositivi innovativi o procedure chirurgiche complesse.
Anche in assenza di un errore tecnico, infatti, un’informazione insufficiente può assumere rilievo nella valutazione complessiva del caso. Ciò non significa che ogni omissione conduca automaticamente a un risarcimento: occorre sempre esaminare concretamente natura, conseguenze e rapporto causale.
Come viene valutato il danno permanente
Quando una persona, dopo un trauma o un trattamento sanitario, conserva limitazioni durature, entra in gioco la medicina legale.
Il medico legale non si limita a constatare che esiste una menomazione. Deve analizzare la documentazione, visitare il soggetto, valutare il decorso clinico e stabilire se le conseguenze siano temporanee oppure permanenti.
Deve soprattutto verificare il nesso causale: il collegamento fra il fatto esaminato e il danno lamentato.
Una limitazione alla spalla, per esempio, può avere ripercussioni differenti su un impiegato, un artigiano o un atleta. Per questo la valutazione non riguarda soltanto l’integrità fisica in senso astratto, ma considera anche l’incidenza concreta sulla vita quotidiana e, quando dimostrabile, sull’attività lavorativa.
Dal danno al risarcimento
Accertare un danno e stabilirne il valore economico sono due passaggi collegati, ma distinti.
La valutazione medico-legale fornisce gli elementi tecnici relativi alla menomazione e alla sua origine. Spetta poi alla sede assicurativa o giudiziaria determinare se sussistano le condizioni per il risarcimento e quale ne sia l’entità.
Il danno alla persona può comprendere conseguenze non patrimoniali e, quando adeguatamente provate, perdite economiche: riduzione della capacità di produrre reddito, spese sanitarie, necessità assistenziali o costi futuri.
Non esiste dunque un automatismo per cui una determinata lesione produce sempre lo stesso risultato economico. Ogni caso richiede documentazione, valutazioni specialistiche e un esame individuale delle conseguenze.
Intelligenza artificiale e nuove responsabilità
Tra i temi più attuali compare anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali in ambito medico.
Queste tecnologie possono aiutare nella diagnosi, nella pianificazione chirurgica e nell’elaborazione delle informazioni cliniche. Tuttavia aprono nuovi interrogativi: chi risponde se un sistema suggerisce una soluzione sbagliata? Quanto deve essere controllato il risultato prodotto da un algoritmo? Il medico può affidarsi completamente a uno strumento digitale?
La tecnologia può supportare la decisione professionale, ma non cancella la necessità di controllo, competenza e valutazione critica. Proprio per questo il confronto fra clinici, medici legali e giuristi diventa essenziale.
Salsomaggiore al centro di un confronto nazionale
Per due giornate il Palazzo dei Congressi diventerà quindi il punto d’incontro fra discipline che osservano lo stesso problema da prospettive differenti.
Il chirurgo deve scegliere ed eseguire il trattamento. Il fisioterapista accompagna il recupero. Il medico legale valuta le conseguenze. L’avvocato ricostruisce diritti e responsabilità. Il giudice, quando il caso arriva in tribunale, deve decidere sulla base delle prove e delle competenze tecniche.
Il convegno patrocinato dalla SIOT prevede sette crediti ECM. Sono inoltre annunciati crediti formativi per medici, fisioterapisti, infermieri, tecnici sanitari di radiologia medica e avvocati.
L’appuntamento conferma anche la capacità di Salsomaggiore di accogliere manifestazioni specialistiche di rilievo nazionale. In una città storicamente legata alla salute e alla riabilitazione, il confronto sul futuro delle cure e sulla tutela del paziente assume un significato particolare.
Perché quando una cura finisce in tribunale non basta cercare rapidamente un colpevole. Occorre ricostruire i fatti, distinguere il rischio inevitabile dall’errore evitabile e comprendere se il danno lamentato sia realmente conseguenza della condotta contestata.
È precisamente su questo confine, complesso ma decisivo, che medicina e giustizia sono chiamate a incontrarsi.
Informazioni sull’evento
- Date: 11 e 12 settembre 2026
- Sede: Palazzo dei Congressi, viale Giandomenico Romagnosi 7, Salsomaggiore Terme
- Evento: XVI Convegno di Traumatologia Clinica e Forense
- Corso: XXIII Corso di Ortopedia, Traumatologia e Medicina Legale
- Presidenti: F.M. Donelli e M. Gabbrielli
- Segreteria organizzativa: Keep International Srl
- Crediti: sette ECM; prevista formazione anche per avvocati
