Pubblicata oggi sul Bollettino ufficiale regionale la revisione biennale. Cinque sedi nel capoluogo e una a Tabiano Bagni per una popolazione di riferimento di 20.511 abitanti.
SALSOMAGGIORE TERME – Sei sedi farmaceutiche, cinque nel capoluogo e una a Tabiano Bagni. È questa la struttura della rete delle farmacie di Salsomaggiore che viene confermata per il 2026.
La decisione è diventata ufficialmente consultabile oggi, 23 settembre, con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del provvedimento relativo alla revisione biennale della pianta organica comunale.
La Giunta di Salsomaggiore aveva già deliberato la conferma della precedente organizzazione con l’atto numero 156 dell’11 agosto 2026. La pubblicazione regionale completa ora l’iter previsto dalla normativa.
Il documento allegato al BURERT contiene anche dati interessanti per comprendere come viene organizzato un servizio che spesso viene considerato soltanto nella sua dimensione commerciale ma che, in realtà, costituisce uno dei principali presidi sociosanitari presenti sul territorio.
La pianta organica prende come riferimento una popolazione di 20.511 abitanti, dato ISTAT al primo gennaio 2025, e conferma sei sedi farmaceutiche.
Nel capoluogo sono indicate la Premiata Farmacia Bonfanti, in Piazza Libertà 3/A; la Farmacia Internazionale, in Viale Romagnosi 8; la Farmacia Centrale, in Via Romagnosi 9; la Farmacia Rossi, in Viale Matteotti 63; e la Farmacia La Bertanella, in Via Vittorio Rossi 1.
La sesta sede è invece la Farmacia Cuoghi, classificata come farmacia rurale e situata nella frazione di Tabiano Bagni, in Viale Fidenza 12. Il documento indica per la località una popolazione di 890 abitanti.
La revisione della pianta organica non è un passaggio puramente burocratico.
In Emilia-Romagna i Comuni sono chiamati ogni due anni, negli anni pari, a verificare se il numero delle sedi e la loro distribuzione geografica siano ancora adeguati rispetto alla popolazione e alle caratteristiche del territorio. Il procedimento 2026 deve concludersi entro dicembre e può portare, qualora necessario, a modifiche della rete esistente.
Nel caso di Salsomaggiore l’Amministrazione ha scelto invece di confermare integralmente la situazione precedente.
Dietro una cartografia amministrativa esiste però un tema molto concreto.
La farmacia contemporanea non è più soltanto il luogo in cui si ritirano medicinali. Negli ultimi anni questi presidi hanno progressivamente assunto un ruolo più ampio, diventando punti di riferimento per servizi, consulenza, prevenzione e collegamento con il sistema sanitario territoriale.
Questo assume una particolare importanza in una realtà come Salsomaggiore, caratterizzata da un capoluogo relativamente compatto ma anche da frazioni, zone collinari e una presenza significativa di persone anziane.
La distribuzione territoriale diventa quindi altrettanto importante del numero complessivo delle farmacie.
La sede di Tabiano, per esempio, svolge una funzione diversa rispetto alle farmacie concentrate nell’area urbana di Salsomaggiore. Mantenere un presidio in una frazione significa ridurre la necessità di spostamenti e garantire una maggiore prossimità ai residenti.
C’è poi il tema dei turni.
Il sistema organizzato dall’AUSL di Parma prevede nel periodo da maggio a settembre un’articolazione che consente la copertura continuativa settimanale da parte delle farmacie salsesi secondo il calendario predisposto. Per esempio, nel periodo attuale la Farmacia Centrale risulta indicata nel turno continuativo dal 19 al 24 settembre, con prosecuzione fino alle 8 del 25 settembre.
Sono informazioni apparentemente tecniche, ma che diventano fondamentali quando un cittadino ha bisogno di un medicinale la sera, durante il fine settimana o in una situazione imprevista.
La pubblicazione della nuova pianta organica offre quindi anche l’occasione per osservare da vicino uno dei servizi più presenti nella quotidianità dei cittadini.
Sei farmacie per il territorio comunale: nel 2026 la mappa non cambia.
Ma dietro quella conferma resta una domanda che riguarda il futuro di molti servizi di prossimità: come adattarli progressivamente all’invecchiamento della popolazione, alle nuove esigenze sanitarie e alla necessità di mantenere presidi accessibili anche fuori dal centro cittadino?
Per ora Salsomaggiore sceglie la continuità. E la rete esistente viene confermata.
