Un incontro della Festa Internazionale della Storia racconta come viaggiatori, commercio e Via Francigena abbiano contribuito alla crescita della città
Prima delle automobili, dei centri commerciali e delle autostrade esistevano strade percorse a piedi, a cavallo o con carri carichi di merci.

Su quelle vie si muovevano pellegrini, mercanti, soldati, religiosi e viaggiatori. Ed è anche attraverso quei flussi che sono nate e cresciute molte città europee.
Fidenza è una di queste.
Oggi, 25 settembre, alle ore 18 al Museo del Risorgimento, la Festa Internazionale della Storia propone l’incontro “Pellegrini e mercanti – Alle origini della Fiera di Borgo San Donnino”, con Carlo Abelli in dialogo con Zoe Mattioli. Comune di Fidenza
Il tema consente di rileggere la storia di Fidenza attraverso una prospettiva particolarmente attuale: quella della città come luogo di passaggio e incontro.
L’antica Borgo San Donnino occupava infatti una posizione importante lungo quella rete di itinerari che oggi identifichiamo principalmente con la Via Francigena.
La stessa Cattedrale di San Donnino costituisce ancora oggi uno dei luoghi simbolici del percorso francigeno e testimonia il rapporto profondo fra storia religiosa, pellegrinaggio e sviluppo urbano.
Ma dove passano le persone, quasi sempre passa anche l’economia.
I pellegrini avevano bisogno di mangiare, dormire, riparare attrezzature e acquistare beni. I mercanti portavano prodotti e informazioni. Le fiere diventavano così punti di scambio economico ma anche culturale.
La grande tradizione fieristica di Borgo San Donnino nasce dentro questa storia.
Ed è interessante osservare quanto questo modello medievale presenti, naturalmente con proporzioni completamente diverse, alcune analogie con il turismo contemporaneo.
Anche oggi un territorio cresce quando riesce a intercettare flussi.
La Via Francigena, riscoperta negli ultimi decenni da camminatori e turisti internazionali, può quindi rappresentare non soltanto un itinerario storico, ma una vera opportunità economica.
Fidenza possiede uno dei più importanti monumenti romanici della provincia e una posizione strategica. Salsomaggiore, distante pochi chilometri, dispone invece di patrimonio Liberty e Déco, strutture ricettive e un’identità turistica storicamente consolidata.
Mettere in relazione questi elementi potrebbe rappresentare una delle chiavi future del turismo dell’area.
Un visitatore della Francigena potrebbe infatti non fermarsi soltanto lungo il tracciato principale, ma scoprire castelli, borghi, terme, paesaggi collinari ed eccellenze gastronomiche.
La storia, dunque, può diventare futuro.
Ed è forse questa la lezione più interessante che arriva dall’antica Borgo San Donnino: le città crescono quando diventano luoghi nei quali le persone hanno un motivo per arrivare, fermarsi e tornare.
