Natalità Bene Comune, da Parma parte la mobilitazione per una legge regionale a sostegno delle famiglie

Presentata la petizione regionale dedicata alla questione demografica. Al confronto rappresentanti delle associazioni familiari, istituzioni locali e consiglieri regionali appartenenti a diverse forze politiche

PARMA – La questione demografica entra con sempre maggiore forza nel dibattito pubblico dell’Emilia-Romagna. A Parma è stata convocata la conferenza stampa territoriale della campagna “Natalità Bene Comune”, iniziativa dedicata alla presentazione di una petizione regionale che chiede l’adozione di una legge organica sulla natalità e sul sostegno alla famiglia.

L’appuntamento si è tenuto lunedì 21 settembre presso il Circolo ACLI – Biblioteca Sociale Roberta Venturini, in via Venezia 123/B, e ha rappresentato anche l’occasione per illustrare l’avvio della mobilitazione nella provincia di Parma e le modalità previste per la raccolta delle firme.

L’iniziativa parte da un tema che da anni interessa non soltanto il territorio emiliano-romagnolo ma l’intero Paese: il progressivo calo delle nascite, con conseguenze che riguardano la composizione della popolazione, l’organizzazione dei servizi, il mercato del lavoro e, più in generale, la sostenibilità futura del sistema economico e sociale.

Secondo i promotori di Natalità Bene Comune, la risposta dovrebbe essere costruita attraverso un intervento strutturale e non limitato a misure episodiche, mettendo al centro le famiglie, la conciliazione tra vita professionale e genitorialità e una maggiore continuità delle politiche pubbliche dedicate a chi sceglie di avere figli.

Un confronto tra società civile e istituzioni

Il programma dell’incontro ha previsto i saluti istituzionali di S.E. Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma, e del Sindaco di Parma Michele Guerra.

La petizione è stata quindi presentata da Alfredo Caltabiano, membro del Direttivo nazionale del Forum delle Associazioni Familiari e Presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, insieme a Marco Adorni, coordinatore della petizione per la Provincia di Parma.

Proprio il coinvolgimento del mondo associativo rappresenta uno degli elementi centrali del percorso: l’obiettivo dichiarato è infatti quello di portare la questione demografica fuori da una discussione esclusivamente politica, favorendo un confronto più ampio che coinvolga famiglie, realtà sociali, amministrazioni territoriali e Regione.

Uno degli aspetti più significativi della conferenza è stata inoltre la partecipazione di consiglieri regionali appartenenti a differenti schieramenti politici e aderenti all’Intergruppo dedicato alla questione demografica.

Sono stati indicati tra i partecipanti Matteo Daffadà e Andrea Massari, del Partito Democratico, Priamo Bocchi, di Fratelli d’Italia, e Pietro Vignali, di Forza Italia.

La presenza di rappresentanti di maggioranza e opposizione viene presentata dagli organizzatori come espressione della volontà di attribuire alla questione demografica un carattere trasversale, cercando punti di confronto su un tema destinato ad avere effetti di lungo periodo indipendentemente dalle maggioranze politiche del momento.

La richiesta: una politica regionale organica sulla natalità

Al centro della campagna c’è la richiesta di arrivare a una normativa regionale capace di riunire in una cornice unitaria le politiche dedicate alla natalità e al sostegno delle famiglie.

L’espressione “legge organica” utilizzata dai promotori richiama proprio la volontà di superare una frammentazione degli interventi e di costruire un sistema coordinato di strumenti.

Nel dibattito sulla natalità rientrano infatti numerosi ambiti: servizi per l’infanzia, politiche abitative, fiscalità, accesso ai servizi, sostegno economico, lavoro femminile, conciliazione dei tempi di vita, welfare aziendale e territoriale.

La petizione punta quindi ad aprire un confronto istituzionale sulla possibilità di sviluppare una strategia regionale di più ampio respiro, fermo restando che contenuti, coperture finanziarie e strumenti concreti di un eventuale provvedimento dovrebbero successivamente essere definiti nelle sedi legislative competenti.

Parma come territorio di mobilitazione

La conferenza stampa ha segnato anche l’avvio della mobilitazione nella provincia di Parma.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le modalità della raccolta firme e le attività che verranno organizzate sul territorio per far conoscere la petizione ai cittadini.

La scelta di sviluppare un percorso provinciale indica la volontà dei promotori di costruire una partecipazione dal basso, attraverso incontri pubblici, momenti informativi e iniziative capaci di coinvolgere direttamente comunità locali e associazioni.

Il tema della natalità, del resto, presenta ricadute molto concrete anche a livello territoriale. Il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione delle nuove generazioni possono incidere nel tempo sulla rete scolastica, sulla disponibilità di lavoratori, sull’organizzazione dei servizi sanitari e sociali e sulla stessa vitalità economica dei centri urbani e delle aree periferiche.

Un tema destinato a restare al centro del confronto pubblico

L’iniziativa parmense evidenzia come la questione demografica stia assumendo una dimensione sempre più rilevante nell’agenda pubblica.

Il dato politicamente significativo non riguarda soltanto le singole proposte contenute nella petizione, che potranno naturalmente essere oggetto di confronto e valutazione, ma il tentativo di costruire attorno al tema della natalità uno spazio di dialogo tra rappresentanti istituzionali, mondo associativo e forze politiche differenti.

Da Parma parte quindi un percorso che punta ad arrivare fino alla Regione Emilia-Romagna attraverso la raccolta delle firme e il coinvolgimento dei territori.

Sarà ora la partecipazione dei cittadini, insieme al successivo confronto nelle sedi istituzionali, a determinare quale seguito potrà avere la proposta.

Una cosa appare comunque evidente: la denatalità non è più soltanto una questione statistica. È un tema che riguarda l’organizzazione futura delle città, i servizi, il lavoro, il welfare e il rapporto tra generazioni. Ed è proprio su questo terreno che Natalità Bene Comune intende aprire il confronto in Emilia-Romagna.