Piacenza, accusato di due tentati omicidi in otto giorni: arrestato 24enne dopo settimane di ricerche

Il giovane è stato rintracciato a Caorso dai Carabinieri. Gli investigatori gli contestano due distinti episodi avvenuti il 19 e il 27 giugno tra Piacenza e Castel San Giovanni: tre persone sarebbero state accoltellate

PIACENZA – Due gravissimi episodi di violenza avvenuti a distanza di appena otto giorni, tre persone ferite con armi da taglio e una lunga attività investigativa terminata con l’arresto di un giovane di 24 anni.

È la ricostruzione che emerge dall’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Piacenza, che nel pomeriggio del 21 settembre hanno rintracciato a Caorso un 24enne senza fissa dimora destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere.

I provvedimenti erano stati emessi dal Gip del Tribunale di Piacenza il 21 e il 22 luglio 2026 e riguardano due distinti episodi verificatisi nel mese di giugno a Piacenza e Castel San Giovanni.

Al giovane vengono contestati, a vario titolo e in concorso con altri soggetti, tentato omicidio, rapina aggravata e porto ingiustificato di armi da taglio. Dopo l’arresto è stato trasferito nel carcere delle Novate a Piacenza.

Il primo episodio nel centro storico di Piacenza

Il primo fatto risale alla notte del 19 giugno 2026.

Secondo la ricostruzione investigativa, due giovani che si trovavano nel centro storico di Piacenza sarebbero stati circondati da un gruppo numeroso di persone. Gli aggressori avrebbero intimato loro di consegnare telefoni cellulari, denaro, un orologio e una bicicletta.

Di fronte al rifiuto delle vittime sarebbe iniziata una violenta aggressione.

I due giovani sarebbero stati colpiti ripetutamente con armi da taglio; secondo quanto riferito da RaiNews, una delle vittime sarebbe stata anche morsa da un cane che uno degli aggressori avrebbe aizzato contro di lui.

Le ferite riportate sono state particolarmente serie, ma il tempestivo intervento dei sanitari avrebbe consentito alle vittime di sopravvivere.

L’indagine avrebbe successivamente portato gli investigatori a individuare nel 24enne uno dei presunti partecipanti all’aggressione.

Otto giorni dopo un’altra aggressione a Castel San Giovanni

Il secondo episodio contestato è avvenuto soltanto otto giorni più tardi, il 27 giugno, questa volta a Castel San Giovanni.

Secondo gli investigatori, il giovane avrebbe avuto una lite con un ragazzo all’interno di un esercizio pubblico. Dopo una prima fase caratterizzata da insulti e minacce, la vittima sarebbe stata seguita all’esterno.

A quel punto il 24enne avrebbe raggiunto il giovane e lo avrebbe colpito ripetutamente alle spalle utilizzando due coltelli. Le ferite riportate sarebbero state talmente gravi da mettere in pericolo la vita della vittima. Anche in questo caso l’intervento dei soccorritori e dei medici sarebbe risultato determinante.

Sono proprio la vicinanza temporale e la gravità dei due episodi ad aver reso particolarmente complessa e importante l’attività investigativa.

La fuga verso Milano e le ricerche

Dopo i fatti contestati, il giovane si sarebbe allontanato dal territorio piacentino dirigendosi verso l’area milanese.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe cercato di sottrarsi alle ricerche e di far perdere le proprie tracce anche grazie all’aiuto di altre persone. Per settimane i Carabinieri hanno quindi sviluppato una serie di accertamenti e servizi di osservazione finalizzati a individuarne gli spostamenti.

La svolta è arrivata il 21 settembre, quando il 24enne è stato individuato a Caorso, nel Piacentino.

I militari del Nucleo Investigativo lo hanno arrestato dando esecuzione alle due ordinanze di custodia cautelare e lo hanno successivamente accompagnato in carcere.

L’arresto rappresenta un passaggio dell’indagine e non una dichiarazione di responsabilità definitiva: le accuse dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie previste e l’indagato beneficia della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Sicurezza urbana, il tema torna al centro dell’attenzione

I fatti contestati sono di particolare gravità anche per il contesto nel quale si sarebbero verificati.

Il primo episodio sarebbe avvenuto nel centro storico di Piacenza, mentre il secondo in un altro importante centro della provincia. Due eventi distinti che pongono nuovamente al centro dell’attenzione pubblica il tema della prevenzione della violenza negli spazi urbani.

Il problema non può però essere ridotto a slogan.

Contrastare episodi di questo tipo significa lavorare contemporaneamente sul controllo del territorio, sulla capacità investigativa, sulla prevenzione della marginalità e sulla sicurezza degli spazi pubblici, mantenendo sempre distinta la responsabilità individuale dalle appartenenze sociali o dalle condizioni personali.

L’attività svolta dai Carabinieri dimostra inoltre quanto il lavoro investigativo successivo a un episodio criminale possa essere decisivo: raccolta di testimonianze, ricostruzione degli spostamenti, analisi degli elementi disponibili e prolungati servizi di osservazione possono consentire di rintracciare persone che tentano di rendersi irreperibili.

Una questione che riguarda l’intera regione

La sicurezza delle città è uno dei temi che maggiormente incidono sulla percezione della qualità della vita.

Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e gli altri territori dell’Emilia-Romagna presentano realtà differenti, ma condividono la necessità di trovare un equilibrio tra prevenzione, presidio del territorio, intervento sociale e capacità investigativa.

Quando si verificano episodi di violenza estrema è comprensibile che aumenti l’allarme nella popolazione. Proprio per questo è importante distinguere la percezione generale della sicurezza dai singoli episodi criminali, utilizzando dati verificabili e analizzando caso per caso le dinamiche.

Nel procedimento piacentino saranno ora gli sviluppi dell’inchiesta e il successivo percorso giudiziario a stabilire definitivamente le responsabilità.

Resta intanto un dato: dopo settimane di indagini, l’uomo ricercato per i due episodi è stato individuato nel territorio piacentino e portato nel carcere delle Novate.