Cinque riconoscimenti per celebrare l’eccellenza nell’impresa, nella comunicazione, nell’arte, nella cultura e nella scienza. Al San Giacomo una giornata dedicata a chi trasforma creatività, conoscenza e talento in opportunità concrete per la società.
FORLÌ, 22 ottobre 2026 – Il futuro non è soltanto qualcosa da attendere, ma una realtà che può essere costruita attraverso il coraggio delle idee, la determinazione delle persone e la capacità di trasformare l’innovazione in valore per la collettività.
È questo il messaggio che accompagna la terza edizione di Visioni – Innovare oltre gli orizzonti, la manifestazione promossa da Confindustria Romagna, in programma oggi negli spazi del San Giacomo di Forlì.
Un’iniziativa che supera il tradizionale concetto di premio imprenditoriale per diventare occasione di confronto tra mondi differenti, accomunati dalla volontà di contribuire allo sviluppo culturale, scientifico ed economico del Paese.
Al centro dell’appuntamento cinque riconoscimenti dedicati a personalità che, attraverso il proprio lavoro, hanno saputo interpretare il cambiamento e proporre nuove prospettive.
Monica Zoli, quando l’impresa diventa capacità di visione
Per la categoria Impresa, il prestigioso premio intitolato a Steno Marcegaglia è destinato a Monica Zoli, impegnata insieme al fratello Marco nella guida di Dino Zoli Textile e amministratrice unica di DZ Engineering.
La sua figura rappresenta un esempio interessante del rapporto tra continuità industriale, evoluzione tecnologica e capacità manageriale.
In un mercato nel quale la competitività dipende sempre più dalla rapidità di adattamento, il valore di un’impresa non si misura soltanto dai risultati economici.
Assumono crescente importanza la capacità di sviluppare competenze, investire nella qualità e consolidare un’identità produttiva riconoscibile.
La Romagna, con il proprio tessuto imprenditoriale, è da tempo un territorio nel quale la cultura del lavoro incontra una forte vocazione all’innovazione.
Il riconoscimento a Monica Zoli sottolinea il ruolo delle persone che, attraverso la propria esperienza professionale, contribuiscono ad alimentare questa tradizione.
La comunicazione che racconta la realtà: premiati Mara Moschini e Marco Cortesi
Nella categoria Comunicazione, il riconoscimento è assegnato a Mara Moschini e Marco Cortesi, autori, attori e registi conosciuti per i loro progetti di narrazione civile.
Il loro lavoro attraversa linguaggi differenti, dal teatro al cinema, dalla televisione al podcast, affrontando questioni sociali e storie che meritano di essere conosciute.
Tra le produzioni figurano Green Storytellers, Fango, Rwanda, Die Mauer ed Edith.
La loro esperienza dimostra come la comunicazione possa assumere una funzione che va oltre l’intrattenimento.
Raccontare una storia significa talvolta riportare alla luce esperienze dimenticate, stimolare il pensiero critico e offrire nuove chiavi di lettura della società.
In un’epoca caratterizzata da una quantità crescente di informazioni, la capacità di costruire contenuti approfonditi e significativi costituisce un patrimonio culturale particolarmente prezioso.
Nicola Samorì, l’arte come trasformazione
Per la categoria Arte, il premio è destinato a Nicola Samorì, artista nato a Forlì nel 1977 e attivo nel panorama contemporaneo internazionale.
Pittore e scultore, Samorì ha sviluppato un linguaggio personale fondato sulla trasformazione delle immagini della tradizione figurativa occidentale.
Le sue opere mettono in dialogo memoria, materia e sperimentazione, interrogando il rapporto tra bellezza, tempo e mutamento.
Il suo percorso comprende esposizioni presso istituzioni prestigiose, tra cui la Biennale di Venezia, il MART, il Museo di Capodimonte e l’Ambrosiana.
Nel 2026 il suo lavoro ha trovato nuove espressioni anche attraverso la mostra Supremalia al MAR di Ravenna.
La presenza di un artista di questo livello tra i premiati di Visioni evidenzia come l’innovazione possa manifestarsi anche nella capacità di reinterpretare la tradizione.
Roberto Mercadini, la cultura che sa parlare a tutti
La categoria Cultura vede protagonista Roberto Mercadini, nato a Cesena nel 1978, scrittore e narratore teatrale capace di avvicinare il grande pubblico a temi storici, filosofici, scientifici e letterari.
Attraverso monologhi, libri e interventi televisivi, Mercadini ha costruito una modalità comunicativa riconoscibile, nella quale la divulgazione diventa racconto.
Dal 2023 partecipa regolarmente alla trasmissione di Rai 3 Splendida cornice, condotta da Geppi Cucciari.
La sua attività rappresenta un esempio di come la cultura possa mantenere profondità e rigore senza rinunciare all’accessibilità.
Un tema particolarmente importante in una società nella quale la velocità della comunicazione rischia talvolta di penalizzare la riflessione.
La cultura, invece, ha bisogno di tempo, curiosità e capacità di stabilire connessioni.
Antonella Polimeni, l’eccellenza della ricerca scientifica
Per la categoria Scienza viene premiata Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza Università di Roma, medico chirurgo e figura di primo piano della ricerca accademica italiana.
Il suo percorso scientifico comprende un’importante attività di pubblicazione, coordinamento di progetti e impegno nella formazione universitaria.
La sua presenza alla manifestazione sottolinea il ruolo strategico della ricerca per la competitività nazionale.
La scienza non rappresenta infatti un universo separato dall’economia e dalla società.
Dalle innovazioni mediche alle tecnologie industriali, dalla sostenibilità ai processi produttivi, la ricerca costituisce una delle basi sulle quali si costruisce lo sviluppo.
L’Italia dispone di competenze scientifiche di altissimo livello, ma il rapporto tra ricerca, trasferimento tecnologico e sistema produttivo rimane una sfida decisiva.
La Romagna e il bisogno di una nuova cultura dello sviluppo
La forza di Visioni consiste soprattutto nell’accostare esperienze apparentemente lontane.
Che cosa hanno in comune un’imprenditrice, due narratori, un artista, uno scrittore e una scienziata?
La capacità di immaginare qualcosa che ancora non esiste, o di osservare ciò che già conosciamo da una prospettiva differente.
È proprio da questo atteggiamento che possono nascere nuove idee, imprese, modelli culturali e opportunità.
La Romagna, territorio che ha dimostrato nel tempo una notevole capacità di iniziativa, può trovare in questi esempi un motivo di riflessione sulle proprie prospettive.
La competizione economica internazionale, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, le trasformazioni del lavoro e la necessità di trattenere i giovani talenti richiedono un approccio aperto e interdisciplinare.
Non basta più difendere ciò che si è costruito: occorre anche saperlo rinnovare.
Guardare oltre l’orizzonte
Il messaggio rivolto ai giovani assume un valore particolare.
Incoraggiare le nuove generazioni a sviluppare creatività, spirito d’iniziativa e capacità critica significa offrire loro strumenti per affrontare un mondo professionale in continua trasformazione.
Un territorio che sostiene il talento non investe soltanto sulle proprie imprese, ma sulla qualità complessiva della propria comunità.
In questa prospettiva, l’appuntamento del San Giacomo diventa qualcosa di più di una cerimonia.
È l’occasione per ricordare che il progresso non nasce automaticamente dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità delle persone di utilizzarle con intelligenza, responsabilità e immaginazione.
Le grandi trasformazioni cominciano spesso con un’intuizione. Ma diventano futuro soltanto quando qualcuno trova il coraggio di realizzarle.
